https://www.aiporassegna.it/issue/feedRassegna di Patologia dell'Apparato Respiratorio2026-05-07T08:09:47+00:00Segreteria Editoriale - Rassegnaedizioni@aiporicerche.itOpen Journal Systems<p><strong>Rassegna di Patologia dell'Apparato Respiratorio</strong> è la Rivista ufficiale dell'Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri – Italian Thoracic Society (AIPO-ITS/ETS).<br />Pubblica, in lingua italiana o inglese, lavori scientifici inerenti la ricerca clinica e di laboratorio e le osservazioni cliniche pertinenti alla fisiopatologia e alla patologia delle malattie dell'apparato respiratorio.<br /><br /></p> <p><strong>Periodicità</strong>: trimestrale<br />ISSN 2531-4920<br /><br />Censita in EMBASE, The Exerpta Medica Database</p> <p><a href="informazioni-submission"><strong>Submission online</strong></a></p>https://www.aiporassegna.it/article/view/831Il nuovo vaccino 21-valente per gli adulti: un passo avanti per una più ampia protezione pneumococcica 2026-05-07T08:09:47+00:00Paola Faverioxxx@nomail.itFrancesco Saltonxxx@nomail.itStefano Tardivoxxx@nomail.itClaudio Michelettoxxx@nomail.it<p>Lo <em>Streptococcus pneumoniae</em> (pneumococco) è un batterio anaerobio facoltativo Gram-positivo, classificato in sierotipi in base al suo polisaccaride capsulare, considerato un importante fattore di virulenza. Secondo i vari rapporti pubblicati, si stima che esistano più di 100 sierotipi pneumococcici a partire dal 2020. Lo pneumococco si trasmette principalmente per contatto umano tramite goccioline respiratorie da un individuo con colonizzazione pneumococcica nelle vie respiratorie superiori. L’infezione da pneumococco è associata a una morbilità e mortalità sostanziali in tutto il mondo, con il carico più elevato osservato nei bambini di età inferiore ai 5 anni e negli anziani, e continua a essere la principale causa di infezione delle vie aeree inferiori, prevenibile con la vaccinazione a livello globale. Le manifestazioni della malattia pneumococcica variano in gravità da infezioni non invasive delle mucose respiratorie, come l’otite media e la bronchite, a infezioni gravi e potenzialmente letali. La malattia pneumococcica invasiva è la manifestazione più grave, che spesso richiede il ricovero ospedaliero e causa incremento del rischio di mortalità. I vaccini anti-pneumococcici possono essere classificati come vaccini polisaccaridici (PPSV) o coniugati (PCV). Questi vaccini differiscono nel contenuto dei sierotipi, con la formazione di anticorpi diretti contro la capsula che forniscono protezione. Tuttavia, la risposta immunitaria è generalmente sierotipo-specifica, rendendo fondamentale l’utilizzo di vaccini mirati ai sierotipi circolanti più diffusi. Recentemente è stato proposto un nuovo vaccino pneumococcico polisaccaridico coniugato 21-valente (V116), che contiene i sierotipi noti per contribuire alla patogenicità degli pneumococchi negli adulti. Negli Stati Uniti, i dati di sorveglianza del 2019 mostrano che i sierotipi del vaccino V116 causano circa l’85% dei casi di malattie pneumococciche invasive negli adulti di età pari o superiore a 65 anni, il 30% dei quali è attribuibile a otto sierotipi non presenti in nessun altro vaccino autorizzato.</p>2026-05-05T13:12:31+00:00Copyright (c) 2026 Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri – Italian Thoracic Society (AIPO – ITS)https://www.aiporassegna.it/article/view/796Coinvolgimento toracico nelle neoplasie ematogene. Ruolo della pneumologia interventistica2026-05-06T08:17:07+00:00Thomas Galassothomas.galasso123@gmail.comTeresa Calariteresa.calari@gmail.comGiulia Pastorellipastorelli.giulia1@gmail.comTommaso Abbatetommaso.abbate@aosp.bo.itGian Piero Bandelligianpiero.bandelli@aosp.bo.itMartina Feriolimartina.ferioli@gmail.comMarco Ferrarimarco.ferrari@aosp.bo.itFilippo Natalifilippo.natali@aosp.bo.itPiero CandoliPiero.candoli@aosp.bo.it<p class="p1">Le neoplasie ematologiche, spesso associate a coinvolgimento toracico, pongono complessi quesiti diagnostici e terapeutici legati sia alla malattia di base, sia alle sue complicanze infettive e infiammatorie sia agli effetti collaterali dei trattamenti. In questo scenario, la pneumologia interventistica assume un ruolo sempre più rilevante, grazie alla disponibilità di tecniche minimamente invasive in grado di fornire diagnosi accurate e, in alcuni casi, anche un valido supporto terapeutico palliativo. La presente revisione analizza le principali manifestazioni toraciche delle neoplasie ematologiche – a livello parenchimale, linfonodale, tracheobronchiale e pleurico – focalizzandosi sul ruolo delle procedure di pneumologia interventistica, sia endoscopiche sia percutanee, con particolare attenzione alla loro resa diagnostica e al profilo di sicurezza in questo peculiare subset di pazienti.</p> <p>Hematologic malignancies, often associated with thoracic involvement, present complex diagnostic and therapeutic challenges related both to the underlying disease and to its infectious, inflammatory complications, as well as to treatment-related adverse effects.<br>In this context, interventional pulmonology is playing an increasingly central role, thanks to the availability of minimally invasive techniques capable of providing accurate diagnoses and, in selected cases, effective palliative therapeutic support. This narrative review examines the main thoracic manifestations of hematologic malignancies - including parenchymal, lymph node, tracheobronchial, and pleural involvement - with a focus on the role of interventional pulmonology procedures, both endoscopic and percutaneous, highlighting their diagnostic yield and safety profile in this particular subset of patients.</p>2026-05-05T13:12:34+00:00Copyright (c) 2026 Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri – Italian Thoracic Society (AIPO – ITS)https://www.aiporassegna.it/article/view/808Danni respiratori da cannabis (parte II). Patogenesi e clinica2026-05-06T08:17:07+00:00Vincenzo Zagàvincenzo.zaga@icloud.comAntonella Serafiniantonella.serafini123@gmail.comDaniel L. Amramdaniellawrence.amram@gmail.comGiovanni Pistonepistone.giovanni@gmail.comLiborio M. Cammarataliborio.cammarata@asl.novara.itMario Biscontidrbiscontimario@gmail.comGiuseppe Gorinigiuseppeg.gorini@ispro.toscana.itMarco MuraMarco.Mura@lhsc.on.caMaria Sofia Cattaruzzamariasofia.cattaruzza@uniroma1.it<p class="p1"><span class="s1">La cannabis sativa (marijuana)<em>,</em> come il tabacco, è una delle droghe più diffuse (stima tra i 120 e 250 milioni di utilizzatori nel mondo) e la sua assunzione è in aumento. In alcuni Paesi, l’uso della marijuana è proibito e illegale. Le conseguenze sulla salute sono molto spesso sottostimate e sottovalutate, perché la sostanza ritenuta “poco dannosa” se non addirittura innocua, nonostante gli effetti, che investono numerosi organi e apparati. I rischi respiratori da uso voluttuario non sono stati adeguatamente approfonditi. Gli effetti del fumo di cannabis sono associati a riscontri istologici di infiammazione delle vie aeree, a un’alterata attività fungicida e battericida dei macrofagi alveolari e a conseguente maggiore suscettibilità a infezioni respiratorie. Sulla funzione polmonare la cannabis, a basse dosi e con consumi occasionali, produce un effetto broncodilatatore acuto, mentre l’uso cronico e massiccio provoca una riduzione specifica della conduttanza e un aumento della resistenza delle vie aeree con possibile sviluppo di BPCO, sebbene alcuni studi siano discordanti sul declino del FEV<sub>1</sub>. Infine, esiste una correlazione tra fumo di marijuana, enfisema bolloso e pneumotorace spontaneo. I dati epidemiologici e immuno-istopatologici disponibili negli utilizzatori di marijuana non permettono infine di correlare con certezza la neoplasia polmonare al fumo di tale sostanza. Obiettivo della review è evidenziare l’impatto del fumo di sola marijuana sull’apparato respiratorio. </span></p>2026-05-05T13:12:35+00:00Copyright (c) 2026 Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri – Italian Thoracic Society (AIPO – ITS)https://www.aiporassegna.it/article/view/809Affido Respiratorio: filo diretto con il territorio. La nostra esperienza2026-05-06T08:17:08+00:00Alessandro AndreaniA.ANDREANI@AUSL.MO.ITLaura Collettil.colletti@ausl.mo.itLorenzo Porrinol.porrino@ausl.mo.itElisa Businaroloe.businarolo@ausl.mo.itRosita Melarar.melara@ausl.mo.itValeria Vezzaniv.vezzani@ausl.mo.itGiancarlo Garutig.garuti@ausl.mo.itMorgana Vermim.vermi@ausl.mo.itMichele Gentilemi.gentile@ausl.mo.itDaniele Puggionid.puggioni@ausl.mo.itMaria Giulia Turchianom.turchiano@ausl.mo.itFederico Guidottif.guidotti@ausl.mo.itAnita Carusoa.caruso@ausl.mo.it<p class="p1">L’Unità Operativa Complessa (UOC) di Pneumologia dell’Area Nord di Modena (Ospedali di Mirandola e Carpi), unica nell’Azienda USL di Modena, si è sempre distinta per mantenere un rapporto diretto e costante con il territorio. Da sempre, infatti, ai Medici di Medicina Generale (MMG) è garantito un contatto telefonico diretto con il reparto per consulti o per richiesta di valutazioni pneumologiche più o meno urgenti. A far tempo dal 2023, tale modalità di consultazione è stata ulteriormente strutturata mediante l'attivazione di un ambulatorio dedicato (denominato “Affido Respiratorio”) che consente la valutazione pneumologica dei pazienti inviati dai MMG dei distretti di Mirandola e Carpi e la loro presa in carico (affido).</p>2026-05-05T13:12:37+00:00Copyright (c) 2026 Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri – Italian Thoracic Society (AIPO – ITS)https://www.aiporassegna.it/article/view/794Tracheobroncopatia osteocondroplastica: casi clinici in follow-up endoscopico 2026-05-06T08:17:09+00:00Luigi Pintolpinto2003@libero.itErsilia Tedeschixxx@nomail.itMichele Maiellarixxx@nomail.itMichele Bitettoxxx@nomail.itMicaela Damaride Bitettoxxx@nomail.itGiovanna Gilibertixxx@nomail.itLuciana Scuccimarrixxx@nomail.itPaola Pieruccixxx@nomail.it<p class="p1">La tracheobroncopatia osteocondroplastica è una patologia dell’albero tracheobronchiale, caratterizzata da una anormale condrocizzazione e ossificazione della sottomucosa con conseguente ostruzione delle vie aeree. Colpisce più frequentemente la trachea, nella sua porzione antero-laterale risparmiando la pars membranacea e, meno frequentemente, l’albero bronchiale.</p> <p class="p1">In questo caso clinico viene presentata la rivalutazione clinica ed endoscopica di casi precedentemente diagnosticati, dimostrando che la malattia è lentamente progressiva e che il comportamento clinico nel tempo è determinato soprattutto dal grado di compromissione dell’epitelio e della clearance mucociliare, e di ostruzione delle lesioni condroplastiche.</p>2026-05-05T13:12:39+00:00Copyright (c) 2026 Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri – Italian Thoracic Society (AIPO – ITS)https://www.aiporassegna.it/article/view/835Gli alti flussi umidificati nelle patologie respiratorie2026-05-06T08:17:09+00:00Giacomo Doriaxxx@nomail.itPaola Contixxx@nomail.itAndrea Rivelaxxx@nomail.itMartina Scalaxxx@nomail.itPietro Palamidessixxx@nomail.itClaudia Crimixxx@nomail.it<p class="p1">La terapia ad alti flussi riscaldati e umidificati (<em>heated and humidified high-flow nasal therapy</em>, HFNT) è una tecnologia di supporto respiratorio non invasivo che consente l’erogazione di miscele gassose a temperatura e umidità prossime a quelle fisiologiche con flussi elevati. Questo approccio garantisce una somministrazione stabile della frazione inspirata di ossigeno e migliora il microambiente delle vie aeree, favorendo comfort e tollerabilità.<br>I principali meccanismi fisiopatologici includono il <em>washout</em> dello spazio morto anatomico, la riduzione della re-inspirazione di CO<sub>2</sub> e la generazione di un modesto effetto PEEP-<em>like</em>, con miglioramento del reclutamento alveolare e riduzione del lavoro respiratorio.<br>Grazie a queste caratteristiche, l’HFNT trova applicazione in diversi contesti clinici.<br>Nell’insufficienza respiratoria acuta ipossiemica è associata a una riduzione dei tassi di intubazione rispetto all’ossigenoterapia convenzionale, mentre nelle forme ipercapniche selezionate può essere utilizzata come alternativa o supporto nelle fasi di svezzamento dalla ventilazione non invasiva. Nel periodo post-estubazione, consente un migliore controllo del distress respiratorio, con il ROX <em>index</em> come strumento di monitoraggio precoce.<br>Nelle patologie respiratorie croniche e nei pazienti tracheostomizzati, anche in ambito domiciliare, l’HFNT è associata a un miglioramento degli scambi gassosi, a una riduzione delle riacutizzazioni e a un incremento della qualità di vita. Nel complesso, l’HFNT emerge come una tecnologia versatile, efficace e ben tollerata in pazienti selezionati.</p>2026-05-05T13:12:41+00:00Copyright (c) 2026 Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri – Italian Thoracic Society (AIPO – ITS)https://www.aiporassegna.it/article/view/836La diagnostica allergologica molecolare in asma: uno strumento di medicina di precisione2026-05-06T08:17:09+00:00Alessandro Maria Marraxxx@nomail.itLorenzo Cecchixxx@nomail.it<p class="p1">La diagnostica molecolare allergologica rappresenta un’evoluzione fondamentale nell’inquadramento dell’asma allergico. Attraverso l’identificazione delle IgE dirette contro singole componenti allergeniche, consente di distinguere tra sensibilizzazione primaria e reattività crociata, superando i limiti dei test con estratti tradizionali. Questo approccio migliora l’accuratezza diagnostica, soprattutto nei pazienti polisensibilizzati, e permette di individuare l’allergene clinicamente dominante. Nell’asma allergico e ancora di più nell’asma da pollini, la caratterizzazione molecolare guida in modo più appropriato l’indicazione all’immunoterapia allergene-specifica. Integrata con anamnesi e valutazione clinica, la diagnostica molecolare favorisce una gestione personalizzata dell’asma, in linea con i principi della medicina di precisione.</p>2026-05-05T13:12:42+00:00Copyright (c) 2026 Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri – Italian Thoracic Society (AIPO – ITS)https://www.aiporassegna.it/article/view/837A 18-year-old male after trauma: when time and free will challenge the rules2026-05-06T08:17:10+00:00Venerino Polettixxx@nomail.itCristina Pavanoxxx@nomail.itVanni Agnolettixxx@nomail.itSara Piciucchixxx@nomail.it<ul> <li class="p1">18 YEAR-OLD MALE, NEVER SMOKER, NO KNOWN ALLERGIES</li> <li class="p1">WORKER AT A PIG BREEDING FACILITY</li> <li class="p1">FAMILIAL CLINICAL HISTORY: not relevant</li> <li class="p1">PAST MEDICAL HISTORY: not relevant</li> <li class="p1">PHARMACOLOGICAL THERAPY: none</li> <li class="p1">CLINICAL ONSET: subacute onset of polyarthralgia, fever and dyspnea</li> </ul> <p>Fourteen days prior to admission to the Emergency Department the patient was involved in a motorcycle accident resulting in abrasions to the right thigh. One week later, he developed left hip pain and fever, associated to neutrophils leukocytosis, without evidence of fractures on Computed Tomography (CT) of the pelvis and lower limbs or Chest X-Ray abnormalities.</p> <p class="p1">On physical examination he was febrile, with low oxygen saturation, mild tachycardia and no signs of hemodynamic instability.</p> <p class="p2">Arterial blood gas analysis on room air (Tab. I) revealed type I respiratory failure and elevated lactate levelslaboratory tests results (Tab. I) showed mild neutrophilic leukocytosis and significant rise in inflammatory markers, with no impairment of liver or kidney function and normal electrolytes.</p>2026-05-05T13:12:44+00:00Copyright (c) 2026 Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri – Italian Thoracic Society (AIPO – ITS)