Il nuovo vaccino 21-valente per gli adulti: un passo avanti per una più ampia protezione pneumococcica
Abstract
Lo Streptococcus pneumoniae (pneumococco) è un batterio anaerobio facoltativo Gram-positivo, classificato in sierotipi in base al suo polisaccaride capsulare, considerato un importante fattore di virulenza. Secondo i vari rapporti pubblicati, si stima che esistano più di 100 sierotipi pneumococcici a partire dal 2020. Lo pneumococco si trasmette principalmente per contatto umano tramite goccioline respiratorie da un individuo con colonizzazione pneumococcica nelle vie respiratorie superiori. L’infezione da pneumococco è associata a una morbilità e mortalità sostanziali in tutto il mondo, con il carico più elevato osservato nei bambini di età inferiore ai 5 anni e negli anziani, e continua a essere la principale causa di infezione delle vie aeree inferiori, prevenibile con la vaccinazione a livello globale. Le manifestazioni della malattia pneumococcica variano in gravità da infezioni non invasive delle mucose respiratorie, come l’otite media e la bronchite, a infezioni gravi e potenzialmente letali. La malattia pneumococcica invasiva è la manifestazione più grave, che spesso richiede il ricovero ospedaliero e causa incremento del rischio di mortalità. I vaccini anti-pneumococcici possono essere classificati come vaccini polisaccaridici (PPSV) o coniugati (PCV). Questi vaccini differiscono nel contenuto dei sierotipi, con la formazione di anticorpi diretti contro la capsula che forniscono protezione. Tuttavia, la risposta immunitaria è generalmente sierotipo-specifica, rendendo fondamentale l’utilizzo di vaccini mirati ai sierotipi circolanti più diffusi. Recentemente è stato proposto un nuovo vaccino pneumococcico polisaccaridico coniugato 21-valente (V116), che contiene i sierotipi noti per contribuire alla patogenicità degli pneumococchi negli adulti. Negli Stati Uniti, i dati di sorveglianza del 2019 mostrano che i sierotipi del vaccino V116 causano circa l’85% dei casi di malattie pneumococciche invasive negli adulti di età pari o superiore a 65 anni, il 30% dei quali è attribuibile a otto sierotipi non presenti in nessun altro vaccino autorizzato.
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